Creatività: essere o non essere?

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Creatività: essere o non essere?

Ogni giorno cerchiamo di progettare idee innovative di alto valore aggiunto e per questo fine, le aziende selezionano ruoli sempre più creativi. Cosa caratterizza la creatività?

Ad oggi la rivoluzione tecnologica richiede classificazioni alternative dei ruoli professionali e logiche originali di orientamento al mercato, già a partire dal percorso scolastico. Ciò significa che l’innovazione tecnologica accelera l’obsolescenza delle competenze tecniche a basso contenuto tecnologico e incoraggia le mansioni creative con alta specializzazione in tecnologia.

All’interno di questo mercato, la creatività risponde a specifici processi tecnici e strategici per ciascun ruolo professionale e rappresenta un driver di cambiamento per amplificare il punto di vista attorno a noi.

Tuttavia, l’orientamento al “diverso” non corrisponde interamente alla generazione di un’idea creativa. L’attività lavorativa dovrebbe essere equilibrata dal pensiero logico e da quello creativo in modo da liberarsi dagli schemi e abbandonare gli stereotipi culturali con immaginazione.

A tal proposito, quali potrebbero essere i miti della creatività?
In questo articolo ne abbiamo selezionati tre!

I creativi sono creature mitologiche (?)

L’eccezionalità delle idee non è frutto di una folgorazione fuori dal comune, in quanto il genio non è tutto. La creatività è la componente significativa di un processo, che ogni figura può percorrere per raggiungere gli obiettivi lavorativi. Le variabili in gioco, però, sono il tempo e l’impegno.

Per questo motivo, pochi riescono ad essere “creativi”.

La discontinuità e la fretta non contribuiscono alla generazione di soluzioni funzionali. Basti pensare al caso Ferrero, azienda di fama internazionale che nel 2019 ha lanciato i biscotti alla Nutella dopo una fase di test di quasi dieci anni.

Creatività è innovazione (?)

La progettazione di un’innovazione autentica dovrebbe coincidere con un’idea funzionale per poter avere successo. Essere creativi, quindi, significa avere a disposizione un’alternativa originale o un progetto rielaborato in chiave ottimizzata.

Il modus operandi da adottare è miglioramento, diversificazione e valore aggiunto.

Per esempio, nel 2007 Airbnb ha rivoluzionato il settore alberghiero, basando il proprio modello di business sull’iniziativa volontaria di condividere una proprietà con i turisti di passaggio per incrementare il trend della sharing economy.

È un’illuminazione (?)

Essere “creativi” è molto di più. Il lampo di genio può arrivare, ma solitamente deriva da attività complesse, fra cui l’analisi dello scenario di riferimento e l’ideazione di una strategia. Questo piano, inoltre, deve essere programmato per mettere in discussione l’idea alla base del progetto.

È importante giustificare le proprie scelte e colmare i gap preventivamente. Il self-marketing ne è la prova!

L’integrazione persona – carriera – marketing può comportare un cambiamento sostanziale nel proporsi sul mercato del lavoro, proprio perché ogni smart worker è chiamato a gestire in maniera strategica la propria immagine professionale.

Ricorda.
Libera la mente, crea e valuta le tue idee.
Se le ottimizzi, possono diventare le migliori!