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Ultimo aggiornamento 3 anni fa

Il 5G non è ancora operativo ed i ricercatori di tutto il mondo mirano al 6G con obiettivo 2030.

5G New Radio

Dal 2016 l’organizzazione 3rd Generation Partnership Project (3GPP) ha iniziato a progettare la specifica 5G New Radio. Secondo gli studi, questo standard copre le bande 600 e 700 MHz sino all’estremità millimetrica dello spettro a 50 GHz. Attualmente, è possibile usufruire della connessione 5G sotto forma di Fixed Wireless Access, un’alternativa alle soluzioni di accesso con modalità FTTH (Fibra Ottica). Si tratta di un’architettura non-standalone che sfrutta le frequenze LTE e l’attuale rete 4G per fornire servizi a banda larga fissa attraverso la rete wireless cellulare.

Quando lo standard 5G sarà operativo, la velocità raggiungerà 20 Gbps rispetto al massimo teorico di 1 Gbps per il 4G e avrà maggiore densità di connessioni in un’area più piccola. Quindi, sarà possibile abilitare smart cities, fabbriche intelligenti, veicoli autonomi o streaming VR illimitato.


E nel Bel Paese?

Nell’estate dello scorso anno è stata avviata l’asta delle frequenze per assegnare le licenze della connessione 5G agli operatori mobili. A partire dal 2020 i primi servizi dovrebbero essere attivi a Milano, Prato, L’Aquila, Matera e Bari. Ci sono anche Roma e Torino, ove erano già state avviate altre sperimentazioni.

I piani prevedono, inoltre, l’avvio con alcuni partner istituzionali, che potranno sfruttare la nuova rete per il controllo ambientale, la sicurezza pubblica e la gestione delle informazioni sui trasporti. La diffusione sul territorio nazionale coinciderà probabilmente con l’attivazione delle reti a 700 MHz a partire dal 2022.

Gli studiosi sono impazienti

Anche se il 2019 pone le basi per le prime reti commerciali 5G, la specifica 6G è già oggetto di discussione. Un gruppo di 250 ricercatori finlandesi ha partecipato ad uno dei primi vertici globali sullo standard 6G Wireless per progettare i principi base. A tal proposito, il paese di Oulu ai margini del Mar Baltico sarà uno dei centri mondiali della ricerca sul 6G grazie alle storiche connessioni con Nokia.

Nei prossimi otto anni il settore pubblico e privato finanzieranno l’iniziativa per un valore di circa 285 milioni di dollari.


Sul mercato cinese si attendono così le tecnologie wireless di sesta generazione. In merito, il capo del gruppo sulla tecnologia 5G al Ministero dell’Industria e dell’Information Technology, Su Xin, ha rivelato che il Paese ha iniziato a fare ricerca sul 6G dal 2018.

Tra le principali caratteristiche ricordiamo l’ottimizzazione della velocità a 1TB al secondo per scaricare dati oppure l’ampliamento di una rete sempre più capillare per assicurare anche la copertura subacquea. In termini di performance il 6G potrà trasmettere un maggior quantitativo di dati ad una velocità fino a 10 volte superiore rispetto al 5G. Inoltre, sarà possibile raggiungere i 100 Gbps in wireless a bassissima latenza, utilizzando alte frequenze nell’intervallo da 100GHz a 1THz.

Molti esperti sono scettici sull’opportunità di investire già ora sullo sviluppo di un network così potenziato, ove la rete 5G non è ancora diffusa. Diversamente, la Cina intende imporre sempre più la propria leadership nel settore tecnologico e delle trasformazioni digitali, investendo in ricerca e sviluppo nei prossimi anni. Basti pensare che, secondo Deloitte, dal 2015 la Cina ha finanziato l’aggiornamento delle infrastrutture di comunicazione wireless fino a circa 24 miliardi di dollari.