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Ultimo aggiornamento 4 ore ago fa

La regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale in Europa sta attraversando una fase di profonda revisione. La Commissione europea sta valutando modifiche rilevanti all’AI Act e al GDPR con l’obiettivo di semplificare il quadro normativo e sostenere l’innovazione tecnologica, senza rinunciare – almeno nelle intenzioni – alla tutela dei diritti fondamentali.

 

Il contesto: Intelligenza Artificiale e competitività dell’Unione Europea

L’Unione Europea sta cercando un nuovo equilibrio tra regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale e competitività globale.

Secondo la Commissione, l’Europa non ha ancora sfruttato appieno i benefici della rivoluzione digitale e rischia di restare indietro rispetto a Stati Uniti e Cina nello sviluppo di tecnologie emergenti, tra cui l’Intelligenza Artificiale.

Questo cambio di approccio si inserisce in una fase politica caratterizzata da:

  • preoccupazioni sulla lentezza dell’innovazione europea;
  • pressioni internazionali sul quadro normativo digitale;
  • necessità di ridurre i costi amministrativi per imprese e consumatori.

 

L’“omnibus digitale”: semplificare le regole sull’Intelligenza Artificiale

Le nuove proposte rientrano nel cosiddetto “omnibus digitale”, un pacchetto che mira a semplificare diverse normative tecnologiche europee, tra cui:

  • AI Act
  • GDPR
  • Direttiva ePrivacy
  • Data Act

 

Il rinvio delle parti più stringenti dell’AI Act

Una delle misure più rilevanti riguarda il ritardo nell’applicazione delle parti centrali dell’AI Act, entrato in vigore nell’agosto 2024 ma non ancora pienamente operativo.

In particolare:

  • i sistemi di Intelligenza Artificiale ad alto rischio (ad esempio quelli utilizzati in ambito sanitario o nella valutazione degli esami) avrebbero fino a 18 mesi aggiuntivi per adeguarsi alle norme;
  • l’obiettivo dichiarato è favorire un’implementazione più graduale e sostenibile per le imprese.

 

Intelligenza Artificiale e dati personali: le modifiche al GDPR

Un altro punto centrale riguarda l’uso dei dati personali per l’addestramento dei modelli di Intelligenza Artificiale.

Le proposte prevedono:

  • una maggiore facilità per le aziende tecnologiche nell’utilizzo dei dati personali senza richiedere il consenso esplicito in alcuni casi;
  • una revisione delle regole sui cookie per ridurre la cosiddetta “stanchezza da banner”, introducendo meccanismi di consenso più rapidi.

Secondo la Commissione, queste sarebbero modifiche mirate, pensate per chiarire principi già esistenti senza ridurre il livello complessivo di protezione dei dati.

 

Le reazioni: tra critiche e sostegno alle nuove regole sull’Intelligenza Artificiale

Le preoccupazioni delle organizzazioni per i diritti digitali

Secondo European Digital Rights, le proposte rappresentano un grave passo indietro nella protezione digitale dell’UE.

In particolare, l’organizzazione teme:

  • un utilizzo incontrollato dei dati più sensibili per l’addestramento dei sistemi di Intelligenza Artificiale;
  • un indebolimento strutturale dei diritti fondamentali online.

 

Il punto di vista delle imprese tecnologiche

Diversa la posizione dei gruppi industriali. Associazioni come la Computer and Communications Industry Association, che rappresenta aziende come Amazon, Apple, Google e Meta, hanno accolto positivamente le proposte, pur giudicandole non ancora sufficienti.

Secondo queste realtà, una revisione più ampia delle regole sull’Intelligenza Artificiale sarebbe necessaria per sostenere davvero l’innovazione.

 

Una strategia più ampia di semplificazione normativa

Le modifiche sull’Intelligenza Artificiale non sono un caso isolato.

La Commissione le inserisce in una strategia più ampia di riduzione della regolamentazione, che coinvolge anche:

  • normative ambientali;
  • obblighi di rendicontazione delle aziende;
  • politiche agricole.

Tutte le proposte dovranno comunque essere approvate dal Parlamento europeo e dai governi degli Stati membri.

 

Quale futuro per l’Intelligenza Artificiale in Europa?

La revisione delle regole sull’Intelligenza Artificiale mette in evidenza una tensione strutturale: da un lato la necessità di proteggere diritti fondamentali e dati personali, dall’altro l’urgenza di non perdere ulteriore terreno nella competizione tecnologica globale.
Le decisioni finali su AI Act e GDPR avranno un impatto diretto su imprese, cittadini e sull’evoluzione dell’ecosistema digitale europeo.

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