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Ultimo aggiornamento 1 anno fa

Se in Italia sappiamo che quando si parla di fatturazione ci si riferisce sempre alla fatturazione elettronica, non si può affermare lo stesso per gli altri paesi europei.

La FE rappresenta l’unica modalità di fatturazione per quasi tutti i soggetti economici italiani dal 2019, anno in cui è stato introdotto l’obbligo della fattura elettronica per il B2B e B2C.

Nessuno degli altri paesi europei presenta una situazione identica alla nostra anche se alcuni hanno seguito l’esempio e introdotto delle modalità miste per usufruire dei medesimi benefici, tra cui:

  • Il recupero gettito IVA e controllo più diffuso sulle operazioni;
  • L’automazione dei processi aziendali
  • Rapporti efficienti tra imprese e PA
  • Tempi di pagamento ridotti

 

L’introduzione della fatturazione elettronica in Europa

La situazione in Europa è in continua evoluzione, con diversi stati che stanno introducendo misure volte ad estendere l’uso della fatturazione elettronica a tutti i settori.

Per ora diversi Paesi europei hanno esteso parzialmente o integralmente l’obbligo di fatturazione elettronica per le pubbliche amministrazioni, ovvero B2G. L’obbligato in Italia invece esiste già dal 2015.

Ma le cose stanno per cambiare gradualmente anche in ambito B2B. Già dal 2023 chi ha bisogno di fatturare all’estero dovrà rispettare i requisiti normativi e tecnologici di ogni Paese.

La stessa Unione Europea si sta muovendo in questa direzione, avendo recentemente introdotto un pacchetto di riforme che prevede nuovi obblighi in materia di utilizzo della fatturazione elettronica, a partire dal 2028.

 

ViDA, la nuova proposta della Commissione Europea

La proposta della Commissione Europea nota come ViDA – VAT in the Digital Age, è stata pubblicata l’8 dicembre 2022.

La proposta include misure per modernizzare il sistema IVA per evitare attività fraudolente, principalmente attraverso la digitalizzazione.

Questa avrà un impatto significativo sulle attività delle imprese europee ed extraeuropee dal punto di vista:

  • della compliance fiscale
  • dell’e-reporting intra-UE,
  • della fatturazione elettronica europea
  • della digitalizzazione dei processi

Uno dei punti chiave della proposta riguarda l’introduzione dell’obbligo di e-reporting.

Per facilitare questo passaggio sarà introdotta una registrazione IVA unica, per permettere alle imprese l’adempimento degli obblighi IVA senza doversi registrare in ciascuno dei paesi in cui operano.

Le modifiche previste avranno un grande impatto e dato che la conformità ai nuovi requisiti richiederà notevoli adeguamenti tecnologici alle parti interessate, l’introduzione dei cambiamenti sarà graduale e progressiva.

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