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Ultimo aggiornamento 3 anni fa

L’E-Procurement italiano ed estero è stato rivoluzionato dalla rete Peppol. Come crea un mercato unico digitale?

Per creare un mercato unico digitale, il network Peppol si basa su una strategia open nel modello di governance, nell’integrazione ai sistemi normativi e nello sviluppo delle componenti tecnologiche. Sotto il coordinamento dell’associazione OpenPeppol, si articola:

nell’infrastruttura Peppol eDelivery Network;
nelle specifiche per l’interoperabilità dei documenti Peppol Business Interoperability Specifications (BIS);
negli accordi sull’uso della rete Peppol Transport Infrastructure Agreements (TIA).

Il suo fine è la gestione di processi di interscambio dati intelligenti e agili che promuovono la filiera tecnologica sottostante al network Peppol nei settori B2C, B2B e B2G. Oggi coordina l’E-Procurement delle PA europee per le transazioni Post-Award o post-assegnazione (ugualmente ordini di acquisto, DdT e fatture).

Le peculiarità che contraddistinguono questo network sono:


1. Modello di architettura aperta

Ad ogni fornitore di beni o servizi della PA viene attribuito, presso un Access Point, un Peppol participantID, ovvero una coordinata pubblica all’interno della costellazione. Questa operazione rende ciascun partecipante alla rete noto e raggiungibile, permettendogli in particolare di ricevere ed inviare file agli altri membri.

2. Formato comune

Ciascun documento risponde alle specifiche Peppol BIS e presenta una sintassi, un processo di applicazione (Customization) e, ultima ma non meno importante, un’estensione per requisiti normativi locali (Extension).

3. Molto più di un Access Point

Infine, favorire la massima efficienza, dalle persone ai processi, permette alle organizzazioni di operare a una velocità maggiore e di sfruttare il potenziale delle risorse. Affidandosi ad un Access Point Peppol, sarà possibile ricevere e inviare ordini, conferme d’ordine, DdT e fatture elettroniche da molteplici sorgenti dati.

Interoperabilità in Italia: Aggiornamenti 2021

Per concludere, l’Agenzia governativa AgID, Peppol Authority italiana, ha adottato le “Linee guida sull’interoperabilità tecnica delle Pubbliche Amministrazioni” e le “Linee guida Tecnologie e standard per la sicurezza dell’interoperabilità tramite API dei sistemi informatici”.

Ai sensi dell’art. 71 del CAD e della Direttiva (UE) 2015/1535, la prima direttiva si focalizza su tecnologie e modalità di utilizzo per garantire la sicurezza delle transazioni digitali tra PA. La seconda, invece, definisce standard che gli enti considerano per coordinare l’interscambio dati tra le amministrazioni centrali, regionali e locali, l’Unione Europea e i gestori dei servizi pubblici e dei soggetti privati.

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