La cibernetica alle origini dell’Artificial Intelligence

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La cibernetica alle origini dell’Artificial Intelligence

Norbert Wiener, padre della cibernetica, ha contribuito a porre le basi di ciò che noi conosciamo come Artificial Intelligence. Qual aspetti dell’AI influenza?

L’Artificial Intelligence (AI) è un aggregato di tecnologie – dal Machine Learning al Natural Language Processing – che permettono alle macchine di comprendere, agire e imparare. Negli ultimi anni, i mass media ne raccontano i progressi tecnologici e aumentano le discussioni sulle implicazioni etiche e sul rapporto con la mente umana. Le persone cominciano così a percepire l’AI come parte integrante della loro vita.

Tale rivoluzione annovera molteplici dottrine nel corso della sua storia. La cibernetica è una di queste!

Termine coniato negli anni Quaranta del Novecento dal matematico statunitense, Norbert Wiener, la cibernetica è la scienza che studia la progettazione e la realizzazione di sistemi artificiali in grado di autoprogrammarsi. Partendo dalle ipotesi che vi sia una sostanziale analogia tra i “meccanismi di regolazione” delle macchine e quelli degli esseri viventi, questa dottrina si propone due obiettivi. Da un lato, mira a realizzare macchine automatizzate per sostituire l’uomo nella sua funzione di pilota di impianti, e dall’altro, a servirsi delle stesse per studiare le funzioni fisiologiche e dell’intelligenza.

La cibernetica si propone di confrontare l’essere umano con la macchina, estendendo il concetto di meccanismo a retroazione. Un riferimento molto interessante a riguardo è il manoscritto di Wiener “La cibernetica: Controllo e comunicazione nell’animale e nella macchina” del 1948.

Le origini della cibernetica

Norbert Wiener si è interessato all’elaborazione dei fondamenti matematici della comunicazione delle informazioni e del controllo di un sistema alla luce di tale processo. Le sue ricerche presero avvio da un problema pratico, lavorando alla difesa contraerea durante la Seconda Guerra Mondiale. Wiener doveva inventare una macchina capace di ricostruire il movimento degli aerei nemici; di trasmettere questa informazione al cannone e di posizionare quest’ultimo in funzione dell’informazione ricevuta.

Per far ciò occorrevano dei computer migliori e un nuovo modo di considerare questi incarichi in cui interviene il concetto della retroazione, in inglese feedback. L’intelligenza artificiale, sotto questo punto di vista, rientra nei procedimenti di elaborazione dell’informazione, fra i quali la percezione visiva e uditiva; il riconoscimento delle forme; i metodi deduttivi e induttivi; l’apprendimento e la risoluzione generale dei problemi.

Fra i maggiori esponenti della disciplina oltre a Turing, che nella Seconda Guerra Mondiale ha sviluppato un calcolatore in grado di decriptare i messaggi nazisti, ricordiamo John von Neumann. Protagonista della ricerca ai fondamenti matematici e logici della cibernetica, Von Neumann, dopo aver contribuito in campi quali la matematica e la fisica quantistica, ha studiato le basi logiche dei calcolatori fino ad arrivare alla Teoria Generale degli Automi.

Infine, un posto d’onore nella storia della cibernetica spetta anche a Claude Shannon, il matematico che elaborò la Teoria dell’Informazione, poiché nella sua più vasta accezione di comunicazione l’elaborazione di un messaggio gioca un ruolo centrale nei processi che interessano la disciplina.