Bassins de Lumières, base sottomarina e centro d’arte digitale

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Bassins de Lumières, base sottomarina e centro d’arte digitale

Una base sottomarina risalente alla Seconda Guerra Mondiale diventa uno spazio dedicato alle mostre immersive dei grandi artisti, come Klimt e Klee.

Arte, scienza e tecnologia diventano un tutt’uno in una base sottomarina riqualificata nella città di Bordeaux per ospitare il centro d’arte digitale più grande del mondo. Il bunker, simile al MORi Building di Tokyo, prende il nome di Bassins de Lumières ed è il progetto da 10 milioni di euro di Culturespaces, operatore privato francese leader nella promozione di siti di interesse culturale.

La base sottomarina, utilizzata dalla flotta tedesca e italiana durante la Seconda Guerra Mondiale, è una struttura di cemento che si estende per oltre 13mila metri quadrati in quattro bacini.

Il nome significa letteralmente “vasche di luce”, perché ospita quattro “vasche” attorno alle quali sono presentati cicli di opere digitali dedicati ai maestri della storia dell’arte:

Le Cube, una nuova area di 220 metri quadrati con lavori di artisti digitali affermati ed emergenti;
La Citerne, con l’esposizione delle opere originali e l’approfondimento del rapporto con il loro museo di provenienza;
Les Grands Nénuphars, per la proiezione di mostre direttamente sull’acqua;
E, infine, un’area museale dedicata alla storia della base sottomarina sulla quale il centro sorge; un’area educativa per le attività correlate alle mostre; un palcoscenico e un’area salotto.

I principali artisti, che saltano all’occhio in questi giochi di raggi laser e proiezioni 3D, sono Gustav Klimt e Paul Klee. Salvo imprevisti dovuti allo scenario attuale, le mostre vengono rinnovate ogni anno e lo spazio rimane aperto 7 giorni su 7.

Il museo del futuro

Cultura e digitale sono due facce della stessa medaglia che rappresenta la nostra contemporaneità. I musei sono così chiamati a sperimentare attività che vadano oltre la tradizionale fruizione della collezione per diventare laboratori di nuove esperienze e prodotti culturali.

Le soluzioni più diffuse sono le realtà aumentata e virtuale che rendono l’utente protagonista di storie capaci di comunicare i luoghi con un linguaggio immediato.

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